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Diocesi Melfi...: Venosa

 

Venosa - Veduta aerea

mt. 412 slm - km 69 da Potenza.

    In epoca romana arriva qui una consistente colonia di Ebrei (le loro

tombe sono visitabili), i quali, durante il periodo apostolico, diventano, in certo qual modo, veicolo di penetrazione del cristianesimo. Nel 238 già  si parla della presenza di un vescovo di nome Felice (Ughelli). E'  però  una notizia senza riscontri. Il primo presule storicamente accertato è  Stefano, che governa dal 492 al 502, così come la prima chiesa eretta in territorio venosino è dedicata a San Pietro in Olivento, i cui resti sono oggi inglobati nella masseria di Sant’Angelicchio.

   I Longobardi lasciano una traccia "ricostruendo, su un'antica chiesa     

 paleocristiana, l'attuale Chiesa Vecchia della Trinità" (Rusconi).

Guglielmo, detto Braccio di Ferro, e i fratelli, piccoli feudatari normanni di    

Altavilla (Francia) in cerca di fortuna nel Sud d'Italia, invadono Venosa nel 1042. Nella spartizione delle terre conquistate, questa cittadina tocca a Drogone, uno dei fratelli, il quale avvia una politica di riconciliazione con il clero locale e promuove, tra l'altro, anche l'edilizia religiosa. 

   Qui in seguito costruiscono i loro conventi gli Agostiniani, i Domenicani e i tre Ordini della famiglia francescana, Conventuali (1343), Osservanti (1400), Cappuccini (1591), ed altri Ordini sia maschili che femminili.

Melfi Rapolla

 
 
 
 
 

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