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Il Viandante: Matera - Chiesa di San Domenico

 

Chiesa di S. Domenico, Facciata,  prima metà del XIII secolo.

   La facciata è in stile romanico avente, nella parte superiore, un’ arcatura, che  include un bel rosone collocato in posizione quasi baricentrica rispetto alla facciata. Esso è costituito da una grande rosa raggiata “inclusa entro un archivolto decorato con fogliami. Si compone di più fasce concentriche  decorate: quella interna presenta intagli a fogliami, motivi figurali arricchiscono invece la cornice esterna. Accanto a testine, animali, frutti penduli, una raffigurazione unitaria campeggia in summitate: un pastore accanto al gregge, un altro nell’atto di mungere una pecora e, al centro, sei ovini disposti ordinatamente” (Foti). Ciò fa supporre che tra i  finanziatori della costruzione ci siano stati anche i pastori. Quattro immagini sono poste intorno al rosone e la loro collocazione è tipica, se non esclusiva,  dell'area materana: intorno alla Ruota della Fortuna vi sono, infatti, in alto, S. Michele trionfante sul drago, sulla sinistra una figura di uomo  sembra essere travolta dalla ruota, sulla destra un’altra figura d’uomo pare aggrapparsi ad essa; in basso un telamone pare reggere il peso dell’intera composizione.

   L’ammodernamento della chiesa, attuato nel 1774, non ha intaccato la facciata. L’interno è stato invece modificato e arricchito con stucchi. Nella navata destra c’è il sepolcro di Orazio Persio (1649), famoso giureconsulto materano; la tela Sacra Famiglia, copia da Raffaello  eseguita da Domenico Persio. Vi sono opere di () Vito Antonio Conversi,  Annunciazione, 1723, S. Giacinto; le tele del materano Giovanni Donato Oppido: Apparizione del Crocifisso a S. Domenico, 1632, Cristo deposto, 1614, Miracolo di Soriano, 1630; la scultura lapidea di Stefano da Putignano  Madonna con Bambino, 1518, e un’altra uscita dalla sua bottega,  S. Pietro Martire.

 

 

Stefano da Putignano, Santi e Vescovi dell'Ordine Domenico, materiale lapideo,  XVI secolo.

 

 

 

 

 

 

Oppido Giovanni Donato, Estasi di Santa Caterina da Siena,  tela, 1630 ca.

   L'altare maggiore ha la tela di Oppido, il quale, aderendo strettamente alla Controriforma,  stato "latore di un messaggio pietistico  e devozionale di immediata comprensione attraverso un linguaggio ricco di devoto sentimentalismo" (Savona).

(cfr. Scheda - Oppido Giovanni Donato)

 

 

 

 

 

Oppido Giovanni Donato, Apparizione del Crocifisso a S. Domenico, tela, 1632

 

(cfr. Scheda - Oppido Giovanni Donato)

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 

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